L’estate finisce. La pelle, purtroppo, si ricorda tutto.

L’estate finisce. La pelle, purtroppo, si ricorda tutto.

 

Guardando queste mie fotografie, scattate durante estati diverse, mi sono resa conto di quanto cambiamo negli anni. Cambia il nostro corpo, cambia il nostro rapporto con il sole e inevitabilmente cambia anche la nostra pelle.

Settembre, poi, ha questa simpatica abitudine di arrivare senza essere stato invitato.

Le ferie finiscono, ricompare la sveglia, le giornate si accorciano e quel vestito bianco che fino a una settimana fa, con l’abbronzatura, ci faceva sentire meravigliose improvvisamente perde parte del suo potere.

Poi ci guardiamo allo specchio.

L’abbronzatura comincia lentamente ad andarsene.

Lei sì.

Le macchie, invece, sembrano aver firmato un contratto a tempo indeterminato. Le rughette che ad agosto avevamo deciso serenamente di ignorare sono ancora lì, la pelle tira un po’, appare meno luminosa e quella meravigliosa faccia riposata da vacanza sembra essere durata esattamente fino al primo lunedì lavorativo.

Benvenute a settembre.

E sapete una cosa? Va bene così.

Non ho nessuna intenzione di rincorrere la pelle che avevo vent’anni fa. Però ho tutta l’intenzione di prendermi cura molto bene di quella che ho oggi.

E settembre è un ottimo momento per farlo.

Prima di spalmarci qualsiasi cosa, facciamo ordine

Durante l’estate sulla nostra pelle passa praticamente di tutto: creme solari, sudore, salsedine, sabbia, trucco, aria condizionata e magari anche qualche serata in cui la skincare è stata sacrificata sull’altare del “sono stanca, lo faccio domani”.

Succede.

Per questo, al rientro, può essere un buon momento per concedersi una pulizia professionale del viso dall’estetista.

Attenzione però: pulire non significa aggredire.

Dopo mesi di sole e caldo la pelle può essere più sensibile e disidratata, quindi niente guerra santa contro ogni poro. Il trattamento va sempre scelto in base alle reali condizioni della pelle.

Acqua. Alla pelle, non soltanto a noi

Una delle conseguenze più comuni dell’estate è la disidratazione.

E una pelle disidratata può apparire più spenta, meno elastica e persino più segnata. Quelle rughette che improvvisamente sembrano essersi moltiplicate durante le vacanze non necessariamente hanno organizzato una riunione mentre eravamo distratte: a volte è semplicemente la pelle che ha bisogno di recuperare acqua e comfort.

Oltre alla normale routine quotidiana, questo è un buon momento per introdurre una o due volte alla settimana una bella maschera idratante.

E, se la formulazione è specificamente pensata per questo utilizzo, anche una maschera da lasciare agire durante la notte.

Niente miracoli mentre dormiamo — purtroppo al mattino saremo sempre noi — ma un trattamento idratante prolungato può aiutare la pelle a ritrovare morbidezza e comfort.

Adesso possiamo tornare a fare sul serio

Una volta ristabilita una buona idratazione, possiamo concentrarci sulla qualità della pelle: luminosità, elasticità, compattezza e aspetto delle piccole rughe.

Ed è qui che personalmente amo lavorare con i sieri.

Dopo l’estate sceglierei formule con attivi idratanti e antiossidanti e ingredienti cosmetici capaci di sostenere una pelle che appare più stanca e meno luminosa.

Nella mia routine, per esempio, è il momento ideale per il Supreme Exosome Serum Etherna, seguito dalla crema più adatta alla propria tipologia di pelle.

Ma la regola rimane sempre la stessa: non servono dieci prodotti messi uno sopra l’altro. Servono quelli giusti, usati bene e soprattutto con costanza.

La pelle non legge le etichette con il prezzo. E non si lascia impressionare dal numero di flaconi presenti in bagno.

L’abbronzatura parte. Le macchie hanno perso l’aereo.

E poi ci sono loro.

A settembre, mentre il colorito dorato comincia a diminuire, alcune macchie sembrano improvvisamente molto più evidenti.

La tentazione è partire immediatamente con qualsiasi prodotto prometta di cancellarle entro martedì.

Calma.

Non tutte le macchie sono uguali e non tutte hanno la stessa origine. Se una pigmentazione è nuova, cambia aspetto o semplicemente ci lascia qualche dubbio, prima di trattarla è molto più intelligente farla vedere a un dermatologo.

Una crema può aspettare. Una diagnosi corretta viene prima.

“Tanto ormai è settembre” non è una protezione solare

Abbiamo riposto il costume, quindi mentalmente abbiamo deciso che anche il sole sia andato in ferie.

Peccato che lui non sia stato informato.

I raggi UVA sono presenti durante tutto l’anno e sono coinvolti nei processi di fotoinvecchiamento cutaneo. Quindi la protezione solare non dovrebbe sparire dal bagno insieme al telo mare.

Soprattutto se stiamo lavorando su macchie e discromie, continuare a proteggere la pelle è fondamentale.

“Tanto ormai è settembre” rimane una frase.

Non è un filtro solare.

E poi ci siamo noi

Forse è questa la cosa che mi piace di più guardando il collage di queste fotografie.

Raccontano estati diverse, luoghi diversi e soprattutto versioni diverse di me.

Potrei guardarle cercando quella in cui avevo meno rughe, il corpo più giovane o la pelle più compatta.

Ma sarebbe un modo piuttosto triste di guardare il tempo che passa.

Oggi sceglierei quella che sa qualcosa in più.

Anche sulla propria pelle.

Prendersene cura non significa cercare disperatamente di fermare il tempo. Significa accompagnarlo bene: proteggere la pelle, mantenerla sana, idratata e luminosa e darle quello di cui ha bisogno mentre cambia insieme a noi.

Perché le estati passano.

L’abbronzatura passa.

I ricordi restano.

E qualche volta, purtroppo, anche le macchie.

A quelle, almeno, possiamo provare a fare qualcosa. 😉